Regione Umbria

Autorizzazioni per la costituzione di Aziende Faunistico Venatorie e Aziende Agrituristico Venatorie Livello2,3

caccia, fauna, immissioni, prelievi, territorio, autorizzazioni

Aperture di aziende nel settore faunistico

Sono provvedimenti autorizzati dalla Regione per la costituzione delle:

• aziende faunistico venatorie

• aziende agrituristico venatorie

Le aziende faunistico venatorie hanno lo scopo di salvaguardare e ripristinare l’ambiente naturale e di difendere la fauna autoctona per consentirne lo sviluppo e l’irradiamento nel restante territorio, nonché di favorire la sosta e la protezione della fauna migratoria. Il titolare dell’azienda faunistico-venatoria è tenuto ad assicurare gli interventi necessari al ripristino e al mantenimento dell’ambiente.

La loro estensione superficiale non può essere inferiore a 300 ettari.

Le aziende agrituristico venatorie hanno lo scopo di utilizzare ai fini produttivi la fauna selvatica di allevamento. Devono essere situate nei territori indicati dal piano faunistico venatorio provinciale.

La loro estensione superficiale non può essere inferiore a 100 ettari e superiore a 500 ettari.

L’autorizzazione per la costituzione delle Aziende agrituristico venatorie può essere chiesta da un’azienda agraria o da un imprenditore agricolo, mentre per la costituzione delle Aziende faunistico venatorie da coloro che hanno disponibilità di terreni.

Se i terreni per i quali si chiede l’autorizzazione appartengono a più proprietari, gli stessi possono riunirsi in consorzio, la cui durata non deve essere inferiore al periodo per il quale è richiesta l’autorizzazione.

L’Istanza, completa della relativa documentazione, va presentata a Regione Umbria secondo le seguenti modalità:

  1. utilizzando il servizio online che permette la compilazione e la trasmissione dell’istanza raggiungibile al seguente indirizzo: https://serviziinrete.regione.umbria.it

  2. trasmessa via PEC all’indirizzo: direzioneagricoltura.regione@postacert.umbria.it.

La richiesta deve essere corredata dai seguenti documenti:

• mappa in scala 1:10.000 del perimetro per il quale si richiede la concessione;

• carta topografica in scala 1:25.000 comprendente la zona per la quale si chiede la concessione;

• certificati o elenchi catastali dei terreni oggetto della richiesta;

• atti di adesione, con firma autenticata, dei proprietari o conduttori dei fondi per i quali è richiesta l’autorizzazione;

Inoltre è necessario presentare una relazione tecnica indicante:

per le aziende faunistico venatorie:

• caratterizzazione ambientale del territorio comprendente l’estensione totale, l’altimetria minima e massima la ripartizione colturale delle aree coltivate con l’indicazione delle superfici, l’estensione di eventuali aree boschive, bacini artificiali, zone umide, vallive e allagate, aree ad incolto;

• precisazioni, a seconda dei casi, sul modello di conduzione agricola, forestale, zootecnica o ittica;

• descrizione dei programmi pluriennali di ripristino, conservazione e gestione ambientale con particolare riferimento agli interventi di miglioramento ambientale;

• caratterizzazione faunistica del comprensorio riguardante, oltre che le tipiche popolazioni appartenenti a specie cacciabili, anche specie protette di particolare interesse naturalistico presenti in forma temporanea o permanente all’interno del comprensorio;

• elenco delle specie per le quali si richiede l’autorizzazione al prelievo venatorio e relativo piano di massima di abbattimento quantitativo. Nel caso degli ungulati il piano di prelievo dovrà essere di tipo quali-quantitativo con suddivisione dei capi da abbattere per sesso e classi di età;

• dati sulla consistenza di popolazione di ciascuna specie sulla quale si intende esercitare il prelievo venatorio. Nel caso si tratti di ungulati andrà riportata anche la struttura di popolazione suddivisa per classi d’età e di sesso;

• indicazioni inerenti le strutture produttive o di ambientamento esistenti o da realizzarsi con indicazione della o delle specie e del numero di esemplari ospitati e liberati annualmente;

• eventuali programmi pluriennali di immissione di specie selvatiche indicanti le finalità perseguite, ripopolamento, introduzione o reintroduzione, i quantitativi annui di soggetti che si intende liberare nonché la durata dei programmi stessi;

• modalità di organizzazione della vigilanza;

per le aziende agri-turistico-venatorie:

• caratterizzazione ambientale del territorio;

• eventuale inclusione dell’azienda in aree ad agricoltura svantaggiata o aree dismesse;

• precisazione dei modelli di conduzione agricola, forestale, zootecnica o ittica;

• sintetica caratterizzazione faunistica del territorio;

• elenco delle specie per le quali si richiede l’autorizzazione al prelievo venatorio;

• descrizione delle strutture produttive o di ambientamento esistenti o da realizzarsi con indicazione della o delle specie e del numero di esemplari che si intende produrre e immettere annualmente;

• modalità di organizzazione della vigilanza.

Durata

Le autorizzazioni hanno durata di 5 anni.

Possono venire meno per le seguenti cause:

rinunzia – il titolare può in ogni momento rinunciare all’autorizzazione mediante comunicazione scritta servizio regionale competente;

decadenza – Il titolare decade da ogni suo diritto ove non abbia proceduto a richiedere il rinnovo nei modi e termini previsti dalla legge;

revoca – la Regione dispone la revoca per grave o ripetuta inosservanza da parte del titolare degli obblighi previsti.

Le autorizzazioni sono rinnovabili a richiesta del titolare utilizzando apposito modulo.

Costi

n. 2 marche da bollo da € 16,00, una per la domanda l’altra per il rilascio dell’autorizzazione.