Regione Umbria

Autorizzazione per la costituzione di centri privati di riproduzione di fauna selvatica Livello2,3

caccia, fauna, riproduzione, autorizzazione

I centri privati di riproduzione di fauna selvatica sono soggetti ad autorizzazione regionale

Un provvedimento autorizzato dalla Regione per consentire al richiedente l’allevamento (a scopo alimentare o a scopo ripopolamento o a scopo amatoriale e ornamentale di fauna selvatica) e l’incremento delle seguenti specie: anatidi, lepre comune, fagiano, starna, pernice rossa, coturnice, quaglia, muflone, daino, capriolo, cinghiale e cervo.

In tali centri è vietata l’attività venatoria.

La superficie dei Centri privati può variare fra un minimo di 20 ettari (10 nelle zone montane svantaggiate) e un massimo di 90; complessivamente essi non possono occupare più dell’1% della SASP (superficie agro - silvo - pastorale) regionale.

La selvaggina disponibile è acquistata con diritto di prelazione dagli Enti pubblici ed è utilizzata ai fini del ripopolamento.

Nei centri organizzati in forma di azienda agricola, è consentito il prelievo di animali allevati nel centro da parte del titolare dell’impresa agricola, di dipendenti della stessa o di persone nominativamente indicate.

I centri privati di riproduzione di fauna selvatica devono essere delimitati da tabelle di forma rettangolare, delle dimensioni di cm 25 per cm 33, di colore bianco, recanti in nero la scritta «Divieto di caccia» e la denominazione dell’ambito territoriale cui si riferiscono. Le suddette tabelle devono essere visibili l’una dall’altra.

L’autorizzazione per la costituzione di centri privati di riproduzione di fauna selvatica può essere chiesta dagli imprenditori agricoli.

Nel caso in cui l’allevamento (a scopo alimentare o a scopo ripopolamento o a scopo amatoriale e ornamentale di fauna selvatica) sia esercitato dal titolare di un’azienda agricola, questi è tenuto a dare semplice comunicazione alla Regione.

L’Autorità competente ai fini del rilascio, rinnovo e cessazione dell’autorizzazione è la Regione Umbria.

L’Istanza, completa della relativa documentazione, va presentata a Regione Umbria secondo le seguenti modalità:

  1. utilizzando il **servizio online **che permette la compilazione e la trasmissione dell’istanza raggiungibile al seguente indirizzo: https://serviziinrete.regione.umbria.it

  2. trasmessa via PEC all’indirizzo: direzioneagricoltura.regione@postacert.umbria.it.

La domanda di nuova autorizzazione di centro privato di riproduzione di fauna selvatica allo stato naturale deve essere corredata dei seguenti documenti:

a) cartografia in scala 1:2.000 dell’area per la quale si richiede l’autorizzazione;

b) cartografia in scala 1:25.000 dell’area per la quale si richiede l’autorizzazione;

c) un file del perimetro (inteso come poligono chiuso) dell’ambito in oggetto, con le seguenti caratteristiche:

  1. estensione .dxf o .dwg (ambiente AutoCad) o .shp (ambiente ArcView);

  2. disegno tracciato su cartografia catastale di base in scala 1:2000;

  3. coordinate cartografiche chilometriche Gauss- Boaga o UTM WGS84 (specificare quale delle due è stata utilizzata);

d) certificati o elenchi catastali dei terreni sui quali si intende attivare l’allevamento;

e) relazione contenente:

  1. specie e numero degli animali da allevare;

  2. provenienza dei riproduttori;

  3. il tipo di strutture previste ed il relativo disegno tecnico;

  4. analisi ambientale;

f) n. 1 marca da bollo da € 16,00 - oltre a quella apposta sull’istanza;

g) copia del contratto di affitto dei terreni oggetto della domanda;

h) autorizzazione del proprietario dei terreni oggetto della domanda (secondo il modello allegato all’istanza);

i) certificato di iscrizione alla C.C.I.A.A. (solo per titolare di impresa agricola).

Perimetrazione del Centro privato di riproduzione di fauna selvatica;

• Se titolare di azienda agricola, annotazione su registro vidimato dalla Regione delle persone “nominativamente indicate” cui è consentito il prelievo di animali allevati nel centro;

Comunicazione alla Regione entro il 31 dicembre di ogni anno, del numero dei riproduttori disponibili;

• Se titolare di allevamento a scopo alimentare o a scopo ripopolamento, tenuta di un registro vidimato dalla Regione nel quale devono essere annotati tutti i dati dell’allevamento relativi alla consistenza numerica iniziale, alle nascite, ai decessi, agli acquisti, alle vendite e alle cessioni o trasferimenti, la certificazione della provenienza e dello stato sanitario dei capi acquistati e la certificazione dei capi venduti. Nel registro sono altresì annotati, da parte del veterinario dell’allevamento e del veterinario della Unità Sanitaria Locale competente, gli interventi sanitari e immunizzanti praticati.

Durata

L’autorizzazione ha durata massima di cinque anni.

È rinnovabile su richiesta del titolare. Il rinnovo va presentato almeno tre mesi prima della scadenza.

L’autorizzazione può cessare solo per le seguenti cause:

a) rinunzia: il titolare può in ogni momento rinunciare all’autorizzazione mediante comunicazione scritta alla Regione;

b) decadenza: il titolare decade da ogni suo diritto relativo alla autorizzazione qualora non abbia provveduto a richiedere il rinnovo almeno tre mesi prima della scadenza;

c) revoca: la revoca della autorizzazione è disposta, previa diffida della Regione per ripetuta inosservanza degli obblighi previsti.

Costi

n. 2 marche da bollo da € 16,00

La marca da bollo sull’istanza di richiesta non è dovuta per i titolari di azienda agricola.