Regione Umbria

Autorizzazione a gestire una stazione di monta equina Livello2

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Le stazioni di monta naturale pubblica e privata per la specie equina sono soggette ad autorizzazione regionale

L’autorizzazione alla gestione di una Stazione di Monta Naturale Equina consente al richiedente di organizzare e predisporre la riproduzione animale nel rispetto delle normative vigenti.

La Stazione di Monta Naturale Equina Privata permette al gestore di utilizzare i propri stalloni o gestiti ad altro titolo, autorizzati, per coprire le fattrici proprie.

La Stazione di Monta Naturale Equina Pubblica permette al gestore di utilizzare i propri stalloni o gestiti ad altro titolo, autorizzati, per coprire le fattrici proprie e di terzi.

L’autorizzazione è rilasciata dalla Regione previa verifica del possesso dei requisiti richiesti da parte dei Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) competenti per territorio.

La Monta Naturale Privata per le specie Bovina, Bufalina, Suina, Ovicaprina non è soggetta ad alcuna autorizzazione.

L’autorizzazione per la gestione di una Stazione di Monta Naturale Equina Pubblica o Privata può essere chiesta da chiunque abbia i requisiti per la Stazione che intende gestire.

I Servizi Veterinari competenti per territorio verificano se il richiedente è in possesso dei seguenti requisiti per la stazioni di monta che intende gestire:

strutture e ricoveri adeguati per gli animali e un conveniente luogo per l’accoppiamento con presenza di idonea attrezzatura per la monta;

• che siano garantite le necessarie misure di igiene e sanità contro la diffusione delle malattie infettive e parassitarie;

• che il personale impiegato sia qualificato per le specifiche mansioni cui è adibito;

• che la stazione sia conforme alle disposizioni sul benessere degli animali;

• che in caso di monta brada, siano garantiti quegli accorgimenti strutturali e organizzativi idonei a evitare accoppiamenti indesiderati con altre mandrie, di proprietà diversa, eventualmente coesistenti sullo stesso territorio.

In caso di richiesta delle pratiche di Inseminazione Artificiale è necessario che la stazione:

• disponga di locali e attrezzature adeguati al prelievo e alla preparazione del materiale seminale fresco;

• garantisca il prelievo e l’utilizzo del seme fresco da parte di un Veterinario.

• La domanda di prima autorizzazione (MOD. 1E) deve necessariamente essere inoltrata al Servizio regionale Agricoltura sostenibile, servizi fitosanitari tramite i Servizi Veterinari competenti per territorio insieme alla Dichiarazione di assolvimento di imposta di bollo;

• Il Rinnovo dell’autorizzazione (MOD. 2E) può essere inoltrato al Servizio regionale Agricoltura sostenibile, servizi fitosanitari, direttamente dall’interessato, alla scadenza di questa, insieme alla Dichiarazione di assolvimento di imposta di bollo all’indirizzo Pec: direzioneagricoltura.regione@postacert.umbria.it.

• La Richiesta integrativa per la pratica dell’Inseminazione Artificiale (MOD. 3E), può essere presentata successivamente, nel caso in cui non sia stata fatta in sede richiesta di prima autorizzazione all’indirizzo Pec: direzioneagricoltura.regione@postacert.umbria.it.

NOTA: Gli estremi della prima marca da bollo della Dichiarazione di assolvimento di imposta di bollo, vanno riportati nello spazio apposito del modulo di domanda (MOD.1E-2E-3E).

  • Registrazione di tutti gli atti fecondativi sugli appositi moduli di avvenuto accoppiamento nei quali vanno indicati:

    1. la data di inseminazione, la razza o il tipo genetico e la matricola del maschio riproduttore;

    2. l’identificazione, la razza o il tipo genetico della fattrice coperta;

    3. le generalità del proprietario della fattrice;

  • Disporre di un registro riportante specie, razza o tipo genetico e matricola dei riproduttori maschi presenti nella stazione;

  • Rilasciare al proprietario della fattrice copia del Certificato di Intervento Fecondativo (CIF);

  • Uniformarsi alle prescrizioni emanate dalle competenti aziende sanitarie locali in materia di profilassi e di polizia sanitaria;

  • Conservare il certificato rilasciato dai servizi veterinari della azienda sanitaria locale per ogni riproduttore;

  • Non mantenere nella stazione maschi interi in età da riproduzione non autorizzati o non aventi i requisiti prescritti per essere idonei alla riproduzione, anche se adibiti all’accertamento preliminare del calore nelle fattrici;

  • Non ricoverare nelle stesse strutture di stabulazione, che devono essere nettamente separate le une dalle altre, animali di specie diverse;

  • Non detenere nei locali della stazione attrezzature atte alla refrigerazione, al congelamento e al trattamento del materiale seminale;

  • Trasmettere il certificato di fecondazione all’Associazione Regionale Allevatori dell’Umbria.

Le Autorizzazioni hanno validità quinquennale, non sono cedibili e, alla scadenza, è possibile chiedere il rinnovo.

Per ogni autorizzazione - prima autorizzazione, rinnovo ed eventuale richiesta integrativa - sono necessarie:

• una marca da bollo da 16 euro per la domanda

• una marca da bollo da 16 euro per il rilascio dell’autorizzazione/rinnovo